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PATTI ANTONIO collaboratore di giustizia

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PATTI Antonio Il PATTI ha dichiarato di essere stato ritualmente affiliato a COSA NOSTRA nella famiglia” di Marsala, ricompresa nel mandamento di Mazara, nellottobre del 1979, dopo aver commesso il primo omicidio già nel marzo-aprile di quellanno. Nellambito di quella famiglia”, il cui rappresentante era DAMICO Vincenzo, egli aveva successivamente ricoperto anche la carica di capodecina.

L1 aprile 1993 venne stato tratto in arresto per associazione mafiosa ed omicidi, per i quali aveva già riportato condanne definitive allergastolo, ed iniziò a collaborare con lA.G. nel giugno del 1995, a ciò indotto dal desiderio di sottrarre i suoi figli allambiente criminale nel quale sarebbero altrimenti vissuti in conseguenza dei suoi legami malavitosi.

Il PATTI è stato in grado di fornire valide indicazioni in ordine alla struttura ed allorganigramma di COSA NOSTRA con particolare riferimento alla provincia di Trapani, riferendo che il rappresentate provinciale era MESSINA DENARO Francesco, che rivestiva anche la carica di capomandamento di Castelvetrano; che oltre a questo mandamento vi erano anche quello di Mazara, nel quale era ricompresa la sua famiglia” ed il cui capo era AGATE Mariano, sostituito durante la detenzione del 1982 dal TUMBARELLO e da MESSINA Francesco, inteso Mastro Ciccio” e successivamente, durante la detenzione iniziata nel 1992, da MANGIARACINA Andrea e dal SINACORI; che il mandamento di Alcamo era diretto da MILAZZO Vincenzo e quello di Trapani prima da BUCCIARDI Nicola e poi da VIRGA Vincenzo.

Le predette conoscenze mostrate dal PATTI, che hanno trovato riscontro nelle dichiarazioni dai collaboratori SINACORI e BRUSCA, appaiono giustificate dalla carica dallo stesso ricoperta nellambito di COSA NOSTRA e la loro autonomia è pienamente comprovata dalla ricchezza di indicazioni che lo stesso ha saputo fornire in ordine allattività svolta da questa articolazione territoriale di COSA NOSTRA, caratteristica questa che non può che ricondursi alla diretta conoscenza da parte del collaborante dei fatti narrati. MISTERI D’ITALIA

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