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VIA D'AMELIO: i processi

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 Processi conclusi

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BORSELLINO QUATER - in Cassazione il 5 ottobre 2021


DataProcessoGrado di giudizio
4 ottobre 1994 Inizia il Processo Borsellino primo Primo grado
27 gennaio 1996 Sentenza del Processo Borsellino primo Primo grado
21 ottobre 1996 Inizia il Processo Borsellino bis Primo grado
15 luglio 1997 Inizia il Processo Borsellino primo Appello
28 gennaio 1998 Inizia il Processo Borsellino ter Primo grado
23 gennaio 1999 Sentenza del Processo Borsellino primo Appello
13 febbraio 1999 Sentenza del Processo Borsellino bis Primo grado
9 dicembre 1999 Sentenza del Processo Borsellino ter Primo grado
18 dicembre 2000 Sentenza del Processo Borsellino primo Cassazione
25 dicembre 2000 Sentenza del Processo Borsellino ter Appello
18 marzo 2000 Sentenza del Processo Borsellino bis Appello
18 gennaio 2003 Sentenza del Processo Borsellino ter Cassazione
3 luglio 2003 Sentenza del Processo Borsellino bis Cassazione
9 luglio 2003 Inizia il Processo stragi Capaci/Via d'Amelio Primo grado
21 aprile 2006 Sentenza del Processo stragi Capaci/Via d'Amelio Primo grado
18 settembre 2008 Sentenza del Processo stragi Capaci/Via d'Amelio Cassazione
22 marzo 2013 Inizia il Processo Borsellino quater Primo Grado
20 aprile 2017 Sentenza del Processo Borsellino quater Primo Grado

 

BORSELLINO 1 - BIS - TER  Di Paolo Palazzolo

Il 19 luglio 1992, in via d’Amelio, a Palermo, vengono assassinati con un’autobomba il procuratore aggiunto Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

La relazione della prima Volante arrivata in via d’Amelio
La deposizione dell’agente superstite, il giorno dopo l’attentato
Il primo rapporto della squadra mobile sulla strage (20 luglio 1992)

Borsellino 1
Il primo processo, celebrato dalla corte d’assise di Caltanissetta presieduta da Renato Di Natale, si è concluso il 26 gennaio 1996 con tre ergastoli (per Salvatore Profeta, Giuseppe Orofino e Pietro Scotto) e una condanna a 18 anni per il collaboratore Vincenzo Scarantino, così come chiedeva la Procura.
Borsellino 1/ La sentenza della corte d’assise di Caltanissetta

In secondo grado, la corte presieduta da Giovanni Marletta ha confermato il carcere a vita soltanto per Profeta, mentre a Orofino sono stati inflitti nove anni per favoreggiamento e Scotto è stato assolto. Scarantino aveva già ritrattato le sue accuse.
Borsellino 1/ La sentenza della corte d’assise d’appello di Caltanissetta
Borsellino 1/ La sentenza della Cassazione

Borsellino bis
Il 13 febbraio 1999, la corte d’assise presieduta da Pietro Falcone ha emesso sette ergastoli (Salvatore Riina, Pietro Aglieri, Carlo Greco, Giuseppe Graviano, Francesco Tagliavia, Salvatore Biondino e Gaetano Scotto). Poi, dieci altre condanne per associazione mafiosa.
Borsellino bis/ La sentenza della corte d’assise di Caltanissetta

Il 18 marzo 2002, il giudizio d’appello (emesso dalla corte presieduta da Francesco Caruso) ha inasprito il verdetto, portando a tredici le condanne a vita, così come la Procura aveva chiesto in primo grado per Cosimo Vernengo, Natale Gambino, Giuseppe La Mattina, Lorenzo Tinnirello, Gaetano Murana e Giuseppe Urso. Dopo la clamorosa ritrattazione, Scarantino era tornato ad accusare, ed è stato in parte creduto. Insieme a lui, la Procura generale ha portato in aula anche un nuovo collaboratore, Calogero Pulci.
Borsellino bis/ La sentenza della corte d’assise d’appello di Caltanissetta
Borsellino bis/ La sentenza della Cassazione

Borsellino ter
Il primo grado si è concluso il 9 dicembre 1999. Il collegio presieduto da Carmelo Zuccaro ha inflitto 17 ergastoli e 175 anni di reclusione, dieci le assoluzioni. Carcere a vita per Giuseppe Madonia, Nitto Santapaola, Giuseppe Farinella, Raffaele Ganci, Antonino Giuffrè, Filippo Graviano, Michelangelo La Barbera, Giuseppe e Salvatore Montalto, Pippo Calò, Bernardo Brusca, Matteo Motisi, Bernardo Provenzano, Salvatore Biondo (classe 1955), Cristoforo Cannella, Domenico e Stefano Ganci. Ventisei anni per il pentito Salvatore Cancemi, 23 per Giovanbattista Ferrante, 16 a Giovanni Brusca.
Borsellino ter/ La sentenza della corte d’assise di Caltanissetta

In appello, per Cancemi e Ferrante è arrivato uno sconto di pena: la corte presieduta da Giacomo Bodero Maccabeo gli ha riconosciuto l’attenuante prevista per i collaboratori di giustizia. Ma dei 22 ergastoli chiesti dalla procura generale, ne sono stati decretati solo 11 (e due sono nuovi: per Salvatore Biondo, classe 1956 e Francesco Madonia). Cadono quelli inflitti in primo grado per Stefano Ganci (condannato a 30 anni), per Giuseppe Farinella, Giuseppe Madonia, Nitto Santapaola, Nino Giuffrè, Salvatore Montalto e Matteo Motisi, condannati a 20 anni.
Borsellino ter/ La sentenza della corte d’assise d’appello di Caltanissetta

L’intervento della Cassazione, di annullamento con rinvio di alcune posizioni, ha determinato un nuovo processo d’appello, a Catania.
Borsellino ter/ La sentenza della Cassazione

Dopo due annullamenti della Cassazione, riguardanti i processi per le stragi Falcone e Borsellino, la corte d’assise d’appello di Catania incardina un nuovo processo.

Il 21 aprile 2006, il collegio presieduto da Paolo Vittorio Lucchese infligge 13 ergastoli. I boss Salvatore Montalto, Giuseppe Farinella e Salvatore Buscemi sono ritenuti colpevoli per entrambi gli eccidi. Per la strage di Capaci la condanna all’ergastolo è inflitta a Giuseppe Montalto, Francesco e Giuseppe Madonia. Per l’attentato di via d’Amelio sono condannati all’ergastolo Carlo Greco, Pietro Aglieri, Benedetto Santapaola, Mariano Agate, Giuseppe Calò, Antonino Geraci e Benedetto Spera. I giudici hanno individuato dunque la responsabilità della comissione regionale di Cosa nostra. Ridotte le condanne per i collaboratori Antonino Giuffrè e Stefano Ganci (a 20 e 26 anni).
La sentenza della corte d’assise d’appello di Catania

La sentenza è stata confermata dalla Corte di Cassazione, il 16 settembre 2008.
Il provvedimento emesso dalla Cassazione

 

Speciale Paolo Borsellino

A cura di  Ramaccini Direttore Centro Studi Sociali contro le mafie - Progetto San Francesco 

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