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BIBLIOTECA PAOLO BORSELLINO - messaggio di Raffaele Cantone

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INTITOLAZIONE A PAOLO BORSELLINO DELLA BIBLIOTECA COMUNALE DI COMO

VIDEO MESSAGGIO

Trascrizione del videomessaggio:

“Sono davvero molto contento di poter presenziare, sia pure con un videomessaggio, ad una iniziativa che io credo particolarmente meritoria.

Il nome di Paolo Borsellino in questi 25 anni è stato speso per tantissime iniziative: sono state intitolate strade, tantissime iniziative pubbliche hanno visto il nome di Paolo Borsellino, che è stato uno degli artefici veri della lotta alla mafia. Ma per quello che dirò, io credo che l’intitolazione di una biblioteca ha un ruolo simbolico molto importante, perché Paolo Borsellino è stato sicuramente uno dei principali magistrati che si è occupato della lotta alla mafia.

Con Giovanni Falcone ha condiviso una serie di iniziative fondamentali per cambiare i criteri della lotta alla mafia: furono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che inventarono il Pool; furono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che inventarono l’idea delle indagini centralizzate; furono le loro idee che furono poi trasfuse nel decreto legge che portò all’istituzione delle Direzioni Distrettuali Antimafia e della Direzione Nazionale Antimafia e che ha cambiato il sistema della lotta alla mafia; furono loro che capirono quanto era importante aggredire le mafie non solo su un piano economico, ma sul piano patrimoniale; furono loro che si occuparono, furono loro che compresero che la logica, diciamo, di spezzettare i processi di mafia non avrebbe mai consentito di portare a risultati e, del resto, il maxiprocesso ha cambiato la storia del Paese, non solo con riferimento alla lotta alla mafia.

Però io credo che c’è un altro merito che va riconosciuto molto a Paolo Borsellino e che quindi rende ancora più significativa l’iniziativa di intitolare una biblioteca: Paolo Borsellino comprese, in quegli anni in cui era, diciamo, in una fase difficilissima alla lotta alla mafia, come non si potesse pensare di fare un contrasto alle mafie semplicemente restando nelle aule di Tribunale; come era fondamentale, diciamo, provare a coinvolgere la società civile; come era fondamentale far capire al mondo delle associazioni, ai cittadini, ai giovani, che la lotta alla mafia non era un problema di magistrati e di forze di Polizia, che era un problema soprattutto culturale.

Lui si è speso tantissimo in tante iniziative pubbliche, alcune delle quali spesso oggi noi rivediamo con dichiarazioni che sono state ugualmente importanti, come i provvedimenti cautelari che faceva, diciamo, prima come Giudice Istruttore e successivamente come PM, perché è evidente che quello è stato il meccanismo che ha consentito lo scatto, il salto di qualità, della lotta alla mafia: quando cioè i magistrati hanno provato a spiegare i propri provvedimenti non con la logica autoreferenziale che c’era stata fino a quel momento, anche un po’ con l’idea di dire “i magistrati parlano solo con le sentenze”… ma le sentenze non le legge nessuno. L’idea di andare a farsi vedere fisicamente, di far sapere alle persone che dietro alle istituzioni ci sono persone fisiche, con i loro problemi, con la loro vita quotidiana, con la loro volontà di cambiare davvero le cose.

Io credo che sia uno dei lasciti più importanti di Paolo Borsellino.

Allora, questa battaglia per la cultura che Paolo Borsellino ha fatto e che oggi tutti gli riconosciamo, ovviamente rende l’intitolazione della biblioteca un fatto simbolico importante, perché la cultura è un antidoto vero per la lotta alla mafia. Noi abbiamo bisogno ancora di uno scatto culturale, per esempio nella lotta alla corruzione e quindi questo momento simbolico, una biblioteca, che è il simbolo massimo della cultura intitolata a un magistrato che è uno del “fare”, ma un uomo del “fare comunicando”, un uomo del “fare facendo cultura”, io credo che sia un segnale molto importante.

Quindi ringrazio gli organizzatori, di avermi consentito di partecipare, sia pur a distanza. Faccio gli auguri all’iniziativa, ringrazio il Comune e l’Associazione che, ha patrocinato l’evento, per aver pensato ad un’iniziativa così meritoria.

RAFFAELE CANTONE

Presidente Autorità Nazionale Anticorruzione


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