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(BORSELLINO) i PROCESSI

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DataProcessoGrado di giudizio
4 ottobre 1994 Inizia il Processo Borsellino primo Primo grado
27 gennaio 1996 Sentenza del Processo Borsellino primo Primo grado
21 ottobre 1996 Inizia il Processo Borsellino bis Primo grado
15 luglio 1997 Inizia il Processo Borsellino primo Appello
28 gennaio 1998 Inizia il Processo Borsellino ter Primo grado
23 gennaio 1999 Sentenza del Processo Borsellino primo Appello
13 febbraio 1999 Sentenza del Processo Borsellino bis Primo grado
9 dicembre 1999 Sentenza del Processo Borsellino ter Primo grado
18 dicembre 2000 Sentenza del Processo Borsellino primo Cassazione
25 dicembre 2000 Sentenza del Processo Borsellino ter Appello
18 marzo 2000 Sentenza del Processo Borsellino bis Appello
18 gennaio 2003 Sentenza del Processo Borsellino ter Cassazione
3 luglio 2003 Sentenza del Processo Borsellino bis Cassazione
9 luglio 2003 Inizia il Processo stragi Capaci/Via d'Amelio Primo grado
21 aprile 2006 Sentenza del Processo stragi Capaci/Via d'Amelio Primo grado
18 settembre 2008 Sentenza del Processo stragi Capaci/Via d'Amelio Cassazione
22 marzo 2013 Inizia il Processo Borsellino quater Primo Grado
20 aprile 2017 Sentenza del Processo Borsellino quater Primo Grado

La STRAGE BORSELLINO di Salvo Palazzolo

BORSELLINO QUATER

 

 

 

SK Wikipedia 

La denuncia di Fiammetta Borsellino

Rassegna stampa "Borsellino Quater"

 

Processo a Matteo Messina Denaro accusato di essere uno dei mandanti degli attentati di Capaci e Via D'Amelio AUDIO

 

Di Salvo Palazzolo

Nel 2008, è spuntato sulla scena dei dichiaranti un ex killer di Brancaccio, Gaspare Spatuzza, che dalla cella del 41 bis dov’era sepolto dagli ergastoli ha proposto al procuratore nazionale antimafia Piero Grasso la sua versione dei fatti sulla strage di via d’Amelio. 

Ha detto di volere “il perdono di Dio” e ha chiesto un incontro a un vescovo, per confessarsi. Davanti ai magistrati della Procura di Caltanissetta, Spatuzza ha smentito il pentito Vincenzo Scarantino sulla dinamica del furto dell’autobomba e poi sulla sua preparazione; ha introdotto soprattutto altre presenze nel gruppo operativo rispetto a quelle già consacrate nelle sentenze definitive. Così, per i pm nisseni è iniziata una nuova fase di indagini, non solo sulla fase esecutiva della strage del 19 luglio 1992, ma anche su chi accreditò Vincenzo Scarantino come pentito credibile. 

Sulla base della nuova inchiesta, la Procura generale di Caltanissetta ha chiesto e ottenuto dalla corte d’appello di Catania la sospensione della pena per otto condannati nel primo e nel secondo processo Borsellino.
La richiesta della Procura generale di Caltanissetta (13/10/2011)

La Procura di Caltanissetta, diretta da Sergio Lari, ha poi chiesto l’emissione di quattro ordinanze di custodia cautelare, riguardanti il capomafia pluriergastolano Salvino Madonia (è accusato di aver partecipato nel dicembre 1991 alla riunione della Cupola in cui si decise l’avvio della strategia stragista), i boss Vittorio Tutino e Salvatore Vitale (il primo rubò con Spatuzza la 126 per la strage; il secondo abitava nel palazzo della madre di Borsellino, in via d’Amelio, e avrebbe fatto da talpa agli stragisti). Un quarto provvedimento ha riguardato il pentito Calogero Pulci, era l’unico in libertà: è accusato di calunnia aggravata, perché con le sue dichiarazioni avrebbe finito per fare da riscontro al falso pentito Vincenzo Scarantino.
La richiesta di misura cautelare presentata dalla Procura di Caltanissetta
Scarica l’indice del documento

L’ordinanza del gip di Caltanissetta Alessandra Giunta (2/3/2012):
Parte Prima
Parte Seconda

Parte Terza

Le dichiarazioni di Gaspare Spatuzza
Il racconto di Spatuzza è dettagliato: dopo gli opportuni riscontri svolti dal centro operativo Dia di Caltanissetta, i magistrati hanno avuto chiari i retroscena della strage Borsellino, organizzata dal clan mafioso di Brancaccio, diretto dai fratelli Graviano. E’ rimasto il mistero su un uomo che il giorno prima della strage avrebbe partecipato alle operazioni di caricamento dell’esplosivo sulla 126, in un garage di via Villasevaglios, a Palermo. Spatuzza non lo conosce, i magistrati sospettano che possa essere un appartenente ai servizi segreti.
Interrogatorio del 3/7/2008 (riguardante anche la strage Falcone)
Interrogatorio del 17/9/2009
Interrogatorio del 22/6/2010 (è allegata una lettera-appello di Spatuzza al boss Pietro Aglieri)

Interrogatorio del 3/5/2011


L’autodifesa dello 007 Lorenzo Narracci
E’ stato indagato per concorso in strage, i pm di Caltanissetta hanno sospettato che fosse lui il misterioso uomo nel garage di via Villasevaglios, ma il pentito Spatuzza non l’ha riconosciuto.
L’audizione di Narracci davanti ai pm di Caltanissetta


La confessione dei falsi pentiti
Il racconto di Spatuzza sugli esecutori della strage di via d’Amelio è stato confermato soprattutto dalla confessione di chi si era accreditato come collaboratore di giustizia attendibile, depistando le indagini sull’eccidio del 19 luglio 1992. E’ una confessione drammatica, che parla di abusi e violenze subite da alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine, per costruire una verità di comodo.
Interrogatorio di Vincenzo Scarantino (28/9/2009)
Interrogatorio di Francesco Andriotta (17/7/2009)
Interrogatorio di Salvatore Candura (10/3/2009)


Il perché di un errore giudiziario
Un errore madornale, fatto per l’ansia di trovare un colpevole, o un depistaggio costruito ad arte? I magistrati di Caltanissetta hanno esplorato tutte le ipotesi. Un’ombra inquietante è nella nota inviata dall’Aisi alla procuratore Lari, che riferisce di una collaborazione con i servizi segreti intrattenuta in passato dal dirigente Arnaldo La Barbera, il coordinatore del gruppo d’indagine “Falcone-Borsellino”.
La nota dell’Aisi sul questore La Barbera


Le dichiarazioni del nuovo pentito Fabio Tranchina
Quando le indagini su via d’Amelio erano ormai a una svolta, la Dia è riuscita a far collaborare l’ex autista di Giuseppe Graviano, Fabio Tranchina, che conosce molti dei retroscena delle stragi voluta da Cosa nostra.
Interrogatorio del 16/4/2011
Interrogatorio del 21/4/2011

Interrogatorio del 22/4/2011
Interrogatorio del 3/5/2011


La scena del crimine
I magistrati di Caltanissetta hanno chiesto alla polizia scientifica di ricostruire minuziosamente la scena di via d’Amelio, dove si consumò la strage Borsellino, per cercare di individuare la genesi del depistaggio istituzionale, ma anche per evidenziare ulteriori riscontri alla verità offerta dal pentito Spatuzza.

Relazione della polizia scientifica sulla scena di via d’Amelio

Borsellino 1
Il primo processo, celebrato dalla corte d’assise di Caltanissetta presieduta da Renato Di Natale, si è concluso il 26 gennaio 1996 con tre ergastoli (per Salvatore Profeta, Giuseppe Orofino e Pietro Scotto) e una condanna a 18 anni per il collaboratore Vincenzo Scarantino, così come chiedeva la Procura.
Borsellino 1/ La sentenza della corte d’assise di Caltanissetta

In secondo grado, la corte presieduta da Giovanni Marletta ha confermato il carcere a vita soltanto per Profeta, mentre a Orofino sono stati inflitti nove anni per favoreggiamento e Scotto è stato assolto. Scarantino aveva già ritrattato le sue accuse.
Borsellino 1/ La sentenza della corte d’assise d’appello di Caltanissetta
Borsellino 1/ La sentenza della Cassazione

Borsellino bis
Il 13 febbraio 1999, la corte d’assise presieduta da Pietro Falcone ha emesso sette ergastoli (Salvatore Riina, Pietro Aglieri, Carlo Greco, Giuseppe Graviano, Francesco Tagliavia, Salvatore Biondino e Gaetano Scotto). Poi, dieci altre condanne per associazione mafiosa.
Borsellino bis/ La sentenza della corte d’assise di Caltanissetta

Il 18 marzo 2002, il giudizio d’appello (emesso dalla corte presieduta da Francesco Caruso) ha inasprito il verdetto, portando a tredici le condanne a vita, così come la Procura aveva chiesto in primo grado per Cosimo Vernengo, Natale Gambino, Giuseppe La Mattina, Lorenzo Tinnirello, Gaetano Murana e Giuseppe Urso. Dopo la clamorosa ritrattazione, Scarantino era tornato ad accusare, ed è stato in parte creduto. Insieme a lui, la Procura generale ha portato in aula anche un nuovo collaboratore, Calogero Pulci.
Borsellino bis/ La sentenza della corte d’assise d’appello di Caltanissetta
Borsellino bis/ La sentenza della Cassazione

Borsellino ter
Il primo grado si è concluso il 9 dicembre 1999. Il collegio presieduto da Carmelo Zuccaro ha inflitto 17 ergastoli e 175 anni di reclusione, dieci le assoluzioni. Carcere a vita per Giuseppe Madonia, Nitto Santapaola, Giuseppe Farinella, Raffaele Ganci, Antonino Giuffrè, Filippo Graviano, Michelangelo La Barbera, Giuseppe e Salvatore Montalto, Pippo Calò, Bernardo Brusca, Matteo Motisi, Bernardo Provenzano, Salvatore Biondo (classe 1955), Cristoforo Cannella, Domenico e Stefano Ganci. Ventisei anni per il pentito Salvatore Cancemi, 23 per Giovanbattista Ferrante, 16 a Giovanni Brusca.
Borsellino ter/ La sentenza della corte d’assise di Caltanissetta

In appello, per Cancemi e Ferrante è arrivato uno sconto di pena: la corte presieduta da Giacomo Bodero Maccabeo gli ha riconosciuto l’attenuante prevista per i collaboratori di giustizia. Ma dei 22 ergastoli chiesti dalla procura generale, ne sono stati decretati solo 11 (e due sono nuovi: per Salvatore Biondo, classe 1956 e Francesco Madonia). Cadono quelli inflitti in primo grado per Stefano Ganci (condannato a 30 anni), per Giuseppe Farinella, Giuseppe Madonia, Nitto Santapaola, Nino Giuffrè, Salvatore Montalto e Matteo Motisi, condannati a 20 anni.
Borsellino ter/ La sentenza della corte d’assise d’appello di Caltanissetta

L’intervento della Cassazione, di annullamento con rinvio di alcune posizioni, ha determinato un nuovo processo d’appello, a Catania.
Borsellino ter/ La sentenza della Cassazione

Dopo due annullamenti della Cassazione, riguardanti i processi per le stragi Falcone e Borsellino, la corte d’assise d’appello di Catania incardina un nuovo processo.

Il 21 aprile 2006, il collegio presieduto da Paolo Vittorio Lucchese infligge 13 ergastoli. I boss Salvatore Montalto, Giuseppe Farinella e Salvatore Buscemi sono ritenuti colpevoli per entrambi gli eccidi. Per la strage di Capaci la condanna all’ergastolo è inflitta a Giuseppe Montalto, Francesco e Giuseppe Madonia. Per l’attentato di via d’Amelio sono condannati all’ergastolo Carlo Greco, Pietro Aglieri, Benedetto Santapaola, Mariano Agate, Giuseppe Calò, Antonino Geraci e Benedetto Spera. I giudici hanno individuato dunque la responsabilità della comissione regionale di Cosa nostra. Ridotte le condanne per i collaboratori Antonino Giuffrè e Stefano Ganci (a 20 e 26 anni).
La sentenza della corte d’assise d’appello di Catania

La sentenza è stata confermata dalla Corte di Cassazione, il 16 settembre 2008.
Il provvedimento emesso dalla Cassazione

 

Speciale Borsellino

 

A cura  di Claudio Ramaccini Resp. Ufficio Stampa e Comunicazione Centro Studi Sociali contro le mafie - Progetto San Francesco 

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