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il Museo Falcone Borsellino

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La Giunta distrettuale dell’Associazione Nazionale Magistrati di Palermo ha realizzato nel Palazzo di Giustizia di Palermo il “Museo Falcone-Borsellino” dedicato alla memoria di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino.  L’opera si propone l’obiettivo di realizzare un luogo di memoria permanente indirizzato non solo agli addetti ai lavori, ma all’intera collettività ed in particolare alle giovani generazioni.

 

Questo video amatoriale del 19 luglio scorso è un viaggio in posti senza tempo che sono oggi luoghi di memoria voluti dalla Giunta distrettuale dell’Associazione Nazionale Magistrati di Palermo che ha realizzato, nel Palazzo di Giustizia del capoluogo, il “Museo Falcone-Borsellino” dedicato alla memoria dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. 
Sono le stanze, fedelmente ricostruite, in cui lavorarono per anni. 
"Determinante per la realizzazione del Museo è stato il contributo di Giovanni Paparcuri, straordinario collaboratore dei due Magistrati ed "inventore" della informatizzazione, all'epoca rivoluzionaria, del maxiprocesso, scampato miracolosamente all’attentato del 29 luglio 1983 in Via Pipitone Federico a Palermo, nel quale persero la vita il Consigliere Istruttore Rocco Chinnici, il Maresciallo Trapassi e l’appuntato Bartolotta dei Carabinieri, nonché il portiere dello stabile Stefano Li Sacchi"(http://www.giustizia.palermo.it/MuseoFalconeBorsellino_pres…
Ed è lo stesso Giovanni Paparcuri che accompagna i visitatori in questo meraviglioso viaggio nella memoria. 
Partendo dalla stanza del giudice Falcone in cui oggetti immortali, si uniscono ai fatti e aneddoti, anche personali, magistralmente esposti dello stesso Paparcuri. La collezione di papere con gli scherzi fatti al giudice dal collega, gli scritti personali, le freddure raccontate come barzellette o il vizio di tirare le molliche di pane. Racconti che continuano nelle stanza che fu l'ufficio del dr Borsellino. Anche in esso si possono ammirare oggetti appartenuti allo stesso giudice come il tocco o la macchina da scrivere; e poi la borsa 24 ore e l'impermeabile che secondo il Ministero avrebbero dovuto essere "blindati". Racconti da cui trapela l'umanità e l'altruismo del dr Borsellino come il regalo di un motorino fatto al figlio di una vedova di mafia per permettergli di andare a lavorare fuori Palermo. 
Un viaggio meraviglioso, a tratti commovente, che porta indietro nel tempo, in anni in cui buona parte degli italiani " facevano il tifo per loro".

Gabriella Tassone

 

23 luglio 1984. L' Ansa riporta per la prima volta la notizia della " blindatura" di una parte del tribunale di Palermo..
"MAFIA: STANZE BLINDATE PER QUATTRO GIUDICI A PALERMO (ANSA) - PALERMO, 23 LUG - 1984
I QUATTRO GIUDICI ISTRUTTORI DI PALERMO PIU' IMPEGNATI IN INCHIESTE DI MAFIA SI SONO TRASFERITI DA POCHI GIORNI IN UN SETTORE '' BLINDATO'' DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA. E' UNA DELLE MISURE DI SICUREZZA ADOTTATE PER PROTEGGERE I GIUDICI GIOVANNI FALCONE, PAOLO BORSELLINO, GIUSEPPE DI LELLO E LEONARDO GUARNOTTA, TITOLARI DI NUMEROSE INCHIESTE SULLE MAGGIORI '' FAMIGLIE'' MAFIOSE DI PALERMO E DELLA PROVINCIA. LE QUATTRO STANZE DEI MAGISTRATI PRENDONO LUCE DA UN CORTILE INTERNO E SI AFFACCIANO SU UN CORRIDOIO CHE E' STATO CHIUSO DA VETRATE ANTIPROIETTILE. GLI STESSI CRISTALLI SONO STATI MONTATI SULLE FINESTRE. QUESTA ''SPECIALE'' SEZIONE ISTRUTTORIA, INOLTRE, NON E' AL PIANO TERRENO DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA, MA AL PRIMO PIANO. PER ACCEDERVI E' NECESSARIO PASSARE DA UN PICCOLO INGRESSO SORVEGLIATO DAI CARABINIERI CHE ACCETTANO L' IDENTITA' DI TUTTI I VISITATORI. 
23-LUG-84"
Oggi, alcune di quelle stesse stanze diventate museo, riportano indietro nel tempo. Come se loro fossero ancora lì, e magari fossero usciti per qualche sopralluogo o interrogatorio..

museo400

 

 

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