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L'attentato

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VIDEO VIA D'AMELIO

 

LA BORSA E L’AGENDA ROSSA

Ci sono troppi profili di quel tragico disegno stragista che restano ancora oscuri. Bisogna insistere perché gli eventi vengano ricostruiti in tutte le loro implicazioni e sfaccettature. Le dichiarazioni rilasciate dal pentito e gli elementi da lui forniti alle Procure di Firenze, Caltanissetta e Palermo hanno consentito di ristabilire finalmente alcune verità sulle stragi.
Occorre seguire un metodo preciso nella ricostruzione delle vicende, lo stesso metodo che ha ispirato la mia carriera di magistrato: credere solo a quello che è riscontrabile, provato, offrire elementi di conoscenza, anche piccoli, che aggiungano tasselli al quadro, senza cadere nella tentazione di dipingere scenari opinabili, anche se suggestivi, ipotetici e non dimostrabili. Se si vuole chiarezza, si deve partire da ciò che è accertato, senza smettere di sollevare interrogativi e sottolineare i punti oscuri che richiedono un’ulteriore riflessione. Pietro Grasso 

 

Inquietante il ricordo che Agnese Borsellino, la vedova di Paolo, ha raccontato al settimanale “Left” alla fine del 2011: “Mi chiamò l’ex presidente Cossiga un mese prima di morire. In quella telefonata mi disse: ‘La storia di via D’Amelio è da colpo di stato’. Poi chiuse il telefono senza dirmi nient’altro”.

 

Borsellino fu ucciso 24 ore prima di parlare dell'omicidio Falcone con la procura di Caltanissetta

Che Borsellino avesse tante cose da dire sulla morte del suo amico Giovanni Falcone, lo aveva preannunciato il 19 giugno del 1992 quando nell'atrio della biblioteca comunale di Palermo partecipò ad un dibattito organizzato da Micromega.
In quell'occasione Paolo Borsellino davanti al numeroso pubblico che affollava la biblioteca comunale aveva detto: "In questo momento, oltre che magistrato, io sono testimone. Sono testimone perché avendo vissuto a lungo la mia esperienza di lavoro accanto a Giovanni Falcone, avendo raccolto come amico di Giovanni tante sue confidenze, prima di parlare in pubblico, anche delle opinioni e delle convinzioni che io mi sono fatto raccogliendo tali confidenze, questi elementi che io porto dentro di me, debbo per prima cosa assemblarli e riferirli all'autorità giudiziaria (la Procura di Caltanissetta ndr), che è l'unica in grado valutare quando queste cose che io so possono essere utili alla ricostruzione dell'evento che ha posto fine alla vita di Giovanni Falcone, e che soprattutto, nell'immediatezza di questa tragedia ha fatto pensare a me , e non soltanto a me, che era finita una parte della mia e della nostra vita". "Quindi io questa sera debbo astenermi rigidamente - e mi dispiace, se deluderò qualcuno di voi - dal riferire circostanze che probabilmente molti di voi si aspettano che io riferisca, a cominciare da quelle che in questi giorni sono arrivate sui giornali e che riguardano i cosiddetti diari di Giovanni Falcone.
Per prima cosa ne parlerò all'autorità giudiziaria, poi - se è il caso - ne parlerò in pubblico. Posso dire soltanto, e qui mi fermo affrontando l'argomento, e per evitare che si possano anche su questo punto innestare speculazioni fuorvianti, che questi appunti che sono stati pubblicati dalla stampa, sul "Sole 24 Ore" dalla giornalista - in questo momento non mi ricordo come si chiama...  -  Liliana Milella, li avevo letti in vita di Giovanni Falcone. Sono proprio appunti di Giovanni Falcone, perché non vorrei che su questo un giorno potessero essere avanzati dei dubbi".
E che Paolo Borsellino il giorno dopo la sua morte sarebbe andato a testimoniare sull'inchiesta per la strage Falcone lo ha confermato l'allora Procuratore aggiunto di Caltanissetta, Francesco Paolo Giordano, adesso Procuratore di Siracusa che lo ha dichiarato anche una udienza del processo. "Alcuni giorni prima della strage di via d'Amelio  - ricorda Giordano - Paolo Borsellino era stato contattato dal nostro ufficio e dal Procuratore Giovanni Tinebra per essere sentito sull'inchiesta per la strage Falcone. Tinebra aveva parlato con Borsellino e questo risulta anche dai tabulati telefonici

ed avevano concordato che sarebbe stato sentito lunedi 20 luglio o nei giorni successivi. Ma, purtroppo, non ce ne fu il tempo perché il giorno prima, il 19 luglio del 1992, Paolo Borsellino fu ucciso nell'esplosione dell'autobomba insieme agli uomini della sua scorta".

Da REPUBBLICA - 19 ottobre 2015

 

 

LE RISULTANZE DELLE INDAGINI TECNICHE

La Corte d’Assise ha ripercorso, quanto già accertato dal processo, cd “BORSELLINO uno”, laddove avevano reso testimonianza i tecnici ed esperti incaricati delle prime indagini e quelli investiti di CTP dall’organo requirente in una successiva fase, evidenziando come, sui luoghi teatro della strage erano stati effettuati, dopo l’indispensabile isolamento degli stessi, tutta una serie di rilievi e prelievi ad opera del Gabinetto di Polizia Scientifica di Palermo in collaborazione con i tecnici statunitensi del F.B.I. In particolare gli esperti, grazie alle indagini spettrografiche effettuate sul luogo e alle più approfondite indagini di laboratorio effettuate oltreoceano, avevano rilevato tracce di un esplosivo denominato RDX, impiegato per fabbricare un composto avente sigla C4 di utilizzo prevalentemente militare. Unitamente a ciò i tecnici avevano rinvenuto tre frammenti di una tavola di circuito elettronico che conduceva le indagini verso la verifica dell'ipotesi della presenza di un radiocomando a distanza. Successivamente era stata affidata dal Pubblico Ministero perizia tecnica in materia balistico – esplosivistica con lo scopo di accertare, in sintesi, modalità di accadimento del fatto, tipo natura e quantitativo delle sostanze esplosive, punto di scoppio e punto di attivazione dell’ordigno. Gli esperti, avendo anche portato a termine esperimento riproduttivo delle condizioni individuate, con una carica di esplosivo C4 al 90% composto da T4, concludevano che la carica - complessivamente stimata in circa 90 kg. - era stata collocata, sopralevata rispetto al terreno, ed in particolare, all’interno del vano portabagagli di una Fiat 126 e la stessa era verosimilmente costituita in massima parte da due plastici l’uno a base di T4 e l’altro a base di pentrite, oppure dal solo SEMTEX –H (che contiene entrambe le sostanze); sopra il plastico o i plastici si trovavano alcune saponette di tritolo sfuse e poche cartucce di esplosivo per uso civile. Il sopralluogo sulla zona dell’esplosione aveva poi consentito di individuare tre possibili collocazioni del punto di attivazione della carica, costituito da un radiocomando.  Tali conclusioni la Corte d’Assise riteneva di dover privilegiare rispetto a quelle difformi cui era pervenuto il Consulente della difesa, secondo il quale la carica principale era collocata a contatto con il manto stradale, non potendosi peraltro trattare di C4 poiché questo si sarebbe liquefatto ed essendo di difficile trasporto nella piccola vettura che avrebbe così incontrato difficoltà di marcia.  Secondo tale versione era verosimile la presenza di una seconda carica costituita forse da una bombola di ossigeno, collocata sulla ruota anteriore di un Audi 80 parcheggiata sempre sulla via D’Amelio, finalizzata a “sterilizzare l’area di attentato onde sviare le indagini. La Corte, aveva ritenuto fondate le conclusioni del CTP PM, sia perché il consulente della difesa aveva lavorato esclusivamente su materiale fotografico, sia perché i risultati delle prove di scoppio effettuate erano compatibili con le conclusioni dell’elaborato nel quale era stato evidenziato in particolare, come nessun problema di liquefazione del C4 poteva profilarsi, anche a temperature elevate (circa 70° centigradi) e come la vettura era agevolmente in grado di trasportare il peso senza problemi di marcia. Ancora più complessi risultavano gli accertamenti effettuati sul sistema di comando a distanza della carica esplosiva. La individuazione da parte dei tecnici del F.B.I. di un frammento di una scheda, riconducibile ad un sistema di ricezione a distanza, aveva portato alla individuazione del costruttore di quella scheda, la TELCOMA System di Treviso che aveva riconosciuto effettivamente come propria la stessa scheda. Il frammento recava peraltro la sigla 88 - 21 la quale indicava l’epoca di produzione, ossia la 21° settimana dell’anno 1988, cui seguiva di qualche tempo la commercializzazione avvenuta dunque, presumibilmente negli anni 89/90. Una coppia di telecomandi TELCOMA (trasmittente - ricevente), poi rinvenuta in Contrada Giambascio di S. Giuseppe Jato, nel “covo” di Giovanni BRUSCA a seguito delle informazioni fornite dal diretto interessato ed era individuata dagli investigatori, come un telecomando analogo rispetto a quello di via D’Amelio, ma di più recente fabbricazione.  La Corte concludeva, in ogni caso, ritenendo non accertato l’autore materiale dell’acquisto dei telecomandi, nonostante le dichiarazioni rese sul punto dal collaborante Gioacchino LA BARBERA, in assenza di un dato certo e riscontrato relativo alla registrazione dell’acquirente da parte del rivenditore

Corte d’Assise d’Appello di Caltanissetta 

 

COMUNICATI ANSA

ATTENTATO DINAMITARDO A PALERMO

(ANSA) - PALERMO, 19 LUG - Un attentato dinamitardo e' stato compiuto a Palermo. Vi sono coinvolte numerose automobili e sono molti i feriti. Sul luogo dell' esplosione che e' stata avvertita ad alcuni chilometri di distanza, sono confluite tutte le pattuglie volanti della polizia e dei carabinieri. Sono state richieste autoambulanze da tutti gli ospedali. Secondo le prime indicazioni della polizia, un magistrato sarebbe rimasto coinvolto nell'attentato. (ANSA).

19-LUG-92 17:16

 

ATTENTATO DINAMITARDO A PALERMO (2)

(ANSA) - PALERMO, 19 LUG - Sul luogo dell' attentato le autoambulanze hanno raccolto decine di feriti per trasportarli negli ospedali della Villa Sofia, del Cervello e del Civico. Tra i feriti vi e' anche un agente della polizia di stato che si pensa sia un agente di scorta. Uno dei primi soccorritori ha segnalato di aver trovato per terra una mano. La zona e' sorvolata dagli elicotteri della polizia e dei

carabinieri. (SEGUE).

 

19-LUG-92 17:23 NNNN

 

ATTENTATO DINAMITARDO A PALERMO (3)

(ANSA) - PALERMO, 19 LUG - Sul luogo dell'esplosione giacciono a terra i corpi di quattro persone morte.(ANSA)

19-LUG-92 17:55 NNNN

 

ATTENTATO DINAMITARDO A PALERMO: FERITO GIUDICE BORSELLINO

(ANSA) - PALERMO, 19 LUG - Nell' attentato di Palermo e' rimasto ferito, secondo le prime notizie fornite dalla polizia, il giudice Paolo Borsellino. Nella violenta esplosione di una automobile imbottita di tritolo, sono rimaste coinvolte l'autovettura del magistrato e le due blindate della scorta.

19-LUG-92 17:47 

 

ATTENTATO A GIUDICE BORSELLINO

(ANSA) - PALERMO, 19 LUG - L' attentato al giudice Paolo Bosellino e alla sua scorta (vedi Ansa 099/0A e seg) e' avvenuto in via Mariano D'Amelio, dove abitano la madre e la sorella del magistrato. L' esplosione e' stata violenta e oltre all'auto del giudice Borsellino, sono rimaste coinvolte le due auto della scorta e un' altra decina di autovetture che erano posteggiate lungo la strada. Il manto stradale e' stato sconvolto per una lunghezza di duecento metri. L' edificio vicino al quale e' avvenuta la deflagrazione dell' autobomba e' rimasto danneggiato: muri lesionati, alcune parti crollate, infissi di balconi e finestre divelti fino al quinto piano. (SEGUE).

QU

19-LUG-92 17:58 

 

ATTENTATO A GIUDICE BORSELLINO (2)

(ANSA) - PALERMO, 19 LUG - L' autobomba, una Fiat 600 imbottita presumibilmente di tritolo, era stata parcheggiata davanti al numero 21 di via D'Amelio, dove abitano la madre e la sorella del giudice Borsellino. Nella deflagrazione l'autobomba si e' disintegrata e alcuni rottami, dopo un volo di oltre cinquanta metri, sono andati a finire in un giardino dietro un muretto. (SEGUE).

19-LUG-92 18:18 NNNN

 

MAFIA: STRAGE A PALERMO, UCCISO BORSELLINO

(ANSA) - PALERMO, 19 LUG - Il giudice Paolo Borsellino e' rimasto ucciso nell' attentato. Il suo corpo, completamente carbonizzato, con il braccio destro troncato di netto, e' nel cortile del palazzo dove abitano la madre e la sorella: Non e' stato ancora riconosciuto ufficialmente, ma alcuni suoi colleghi, fra i primi ad accorrere sul luogo dell'attentato, asseriscono che e' ''certamente'' lui. (SEGUE). 18:13 NNNN

 

MAFIA: STRAGE A PALERMO, UCCISO BORSELLINO (2)

(ANSA) - PALERMO, 19 LUG - Fra le vittime e' anche una donna, un' agente di polizia che faceva parte della scorta del magistrato. Il suo corpo e' stato trovato nel giardino di un appartamento al piano terreno dell' edificio.(SEGUE).

19-LUG-92 18:19 

 

UCCISO BORSELLINO

(ANSA) - PALERMO 19 LUG - L'esplosione dell'autobomba (v.ANSA 098/0A) ha provocato danni visibili all' edificio fino all'undicesimo piano. Due coniugi, Mauro e Donata Bartolotta, che abitano al piano terreno dell' edificio davanti al quale e' avvenuta la strage, hanno reso questa testimonianza: '' c' e' stato un boato terrificante che ci ha sbattuto a terra; sembrava un fortissimo terremoto; non ci siamo resi conto di quello che era accaduto se non subito dopo quando siamo fuggiti da casa. Ci siamo salvati perche' in quel momento eravamo in cucina, nella parte retrostante dell' appartamento. Abbiamo visto persone che in preda al panico si lanciavano dalle finestre del primo e secondo piano. Sulla strada c'erano molte automobili in fiamme, c'era un fumo denso, molta confusione, grida, feriti e morti. (SEGUE).

19-LUG-92 18:46 

 

UCCISO BORSELLINO (2)

(ANSA) - PALERMO, 19 LUG - Oltre al giudice Borsellino, nella strage sarebbero rimaste uccise altre cinque persone. La notizia e' stata data sul luogo dell' attentato da un capitano dei vigili urbani in servizio nella zona per regolare il traffico. Secondo informazioni della polizia, i feriti sarebbero quattordici civili, alcuni dei quali in gravi condizioni, e un agente. (SEGUE).

19-LUG-92 19:00

 

UCCISO BORSELLINO (3)

(ANSA) - PALERMO, 19 LUG - Il ministro dell'Interno, Nicola Mancino, e il Ministro della Giustizia, Claudio Martelli, sono attesi in serata a Palermo. Il figlio del giudice Borsellino, Manfredi, venti anni, e' stato visto aggirarsi sul luogo della strage, tenendosi a distanza, nel timore di dovere apprendere la terribile notizia. Lo ha visto Carmelo Conti, ex presidente della corte di appello, che lo ha stretto al petto senza pero' profferire parola. Nessuno ancora gli ha detto la verita'. In via Mariano D' Amelio e' anche giunto il suocero di Paolo Borsellino, Angelo Piraino Leto, magistrato in pensione che a Palermo e' stato presidente della Corte d' appello. Lo accompagna, sorreggendolo affettuosamente, il giudice Salvatore Scaduto. L' anziano magistrato cammina lentamente fra le carcasse carbonizzate delle automobili coinvolte nell' esplosione sussurrando ripetutamente: ''voglio andare da Paolo, voglio vedere Paolo, portatemi da Paolo''. La moglie di Paolo Borsellino e' nella sua casa di via Cimarosa, in preda a malore. Continua a chiedere a coloro che le stanno vicino notizie di Paolo, ma nessuno ha finora ha avuto la forza di dirle la verita'. (SEGUE).

19-LUG-92 19:08 NNNN

 

UCCISO BORSELLINO (4)

(ANSA) - PALERMO, 19 LUG - Nella strage, oltre al giudice Paolo Borsellino, sono rimasti uccisi cinque agenti della scorta. Sono: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Cusina, Claudio Traina e Vincenzo Limuli. I feriti sono quindici, uno dei quali e' l'agente della polizia di stato Antonio Vullo.

19-LUG-92 19:21 NNNN

 

UCCISO BORSELLINO (5)

(ANSA) - PALERMO, 19 LUG - Specialisti della polizia e dei carabinieri hanno ispezionato un edificio di fronte a quello dal quale stava uscendo il giudice Borsellino quando e' stato investito dall' esplosione dell' autobomba. Dall' androne o da qualche altra zona di quell' edificio, sarebbe stato possibile

ad un osservatore vedere uscire il magistrato e azionare il telecomando che ha dato l' impulso per l' esplosione. (SEGUE).

19-LUG-92 19:52 NNNN

 

UCCISO BORSELLINO (6)

(ANSA) - PALERMO, 19 LUG - Due mani completamente carbonizzate sono state trovate, tre ore dopo l' attentato, a settanta e cento metri dall' epicentro dell' esplosione. I resti sono stati raccolti e inviati all' istituyto di medicina legale.

(SEGUE).

19-LUG-92 20:14 NNNN

 

UCCISO BORSELLINO (7)

(ANSA) - PALERMO, 19 LUG - I corpi del giudice Paolo Borsellino e dei cinque agenti di scorta rimasti uccisi nell'esplosione, sono stati trasportati nell' istituto di medicina legale del Policlinico. (SEGUE).

19-LUG-92 21:14 NNNN

 

UCCISO BORSELLINO (8)

(ANSA) - PALERMO, 19 LUG - Nella stessa via Mariano D'Amelio, a pochi metri di distanza in linea d' aria dal luogo dell' attentato, la polizia aveva scoperto nel dicembre 1989 un ''covo'' utilizzato da Antonino Madonia, figlio del boss Francesco, indicato come componente della ''cupola'' mafiosa.

Nell' appartamento gli agenti sequestrarono il cosiddetto libro mastro'' delle estorsioni, con l' elenco dettagliato di imprenditori e commercianti taglieggiati dalla cosca. Antonino Madonia venne arrestato un mese dopo, in seguito alla scoperta di un altro ''covo'' in via Imperatore Federico. (SEGUE).

19-LUG-92 22:18 NNNN

 

UCCISO BORSELLINO: GLI AGENTI MORTI

(ANSA) - PALERMO, 19 LUG - Dei cinque agenti della scorta di Borsellino morti nella strage, tre erano di Palermo (Vincenzo Li Muli, Claudio Traina e Agostino Catalano, di 22, 27 e 43 anni), Walter Cusina (28) di Trieste ed Emanuela Loi (25) di Cagliari. Traina e Catalano, sposati, avevano rispettivamente uno e tre figli. 19-LUG-92 23:17 NNNN

 

UCCISO BORSELLINO: LA STRAGE DI PALERMO;RIEPILOGO/ANNUNCIATO

(DEL REDATTORE DELL' ANSA GIANCARLO MIRONE) 

(ANSA) - PALERMO, 19 LUG - La potenza strategica e militare della mafia ha dato oggi a Palermo l' ennesimo saggio di sangue, massacrando con tecnica ormai collaudata, l' esplosione di una autobomba, il Procuratore aggiunto Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta, fra cui una donna. L' attentato e'

stato compiuto alle 17 in punto in via Mariano D' Amelio, vicino alla Fiera del Mediterraneo, alle falde del Montepellegrino, davanti al civico 19. Quando l' artificiere di ''Cosa Nostra'' ha attivato il radiocomando che ha fatto scoppiare l' automobile imbottita di esplosivo, parcheggiata proprio davanti al portone

d' ingresso, il magistrato stava andando a visitare l' anziana madre e la sorella. La deflagrazione, di una violenza inaudita, e' stata avvertita in gran parte della citta'. Anche nella redazione dell' Agenzia Ansa, che dista dal luogo un paio di chilometri in linea d' aria. Il primo flash su quella che via via si sarebbe configurata come una delle piu' orrende stragi firmate dalle cosche, e' stato trasmesso pochi minuti dopo. Quando, sull' eco del boato, hanno cominciato a convergere mezzi delle forze dell' ordine, dei vigili del fuoco e autoambulanze, quanti sono arrivati per primi sul posto non hanno creduto ai propri occhi. L' edificio in cui era diretto il magistrato e' sventrato alla base e segni di lesioni consistenti e infissi divelti fino al quinto piano. Una ventina di automobili che bruciavano, cadaveri e resti umani sull' asfalto. (SEGUE).

19-LUG-92 22:00 NNNN

 

UCCISO BORSELLINO: LA STRAGE DI PALERMO;RIEPILOGO/ANNUNCIATO (2)

(ANSA) - PALERMO, 19 LUG - Il caos e' indescrivibile. Il corpo di Paolo Borsellino e' completamente carbonizzato, con il braccio destro troncato di netto. Medici e infermieri, mentre i pompieri spengono le fiamme,si occupano dei feriti, una ventina, gran parte dei quali inquilini del civico 19, investiti dall'onda d' urto dell' esplosione. Per un raggio di duecento metri, immagini di distruzione e morte. Due mani annerite dal fuoco saranno ritrovate due ore dopo a settanta e cento metri dall'epicentro. Sconfortante l' analogia con l' attentato sull'autostrada a Giovanni Falcone: anche oggi, come il 23 maggio

scorso, nei primi convulsi momenti Paolo Borsellino e' stato dato per scampato, solo ferito. Poi, la sconvolgente conferma, ufficializzata dal doloroso riconoscimento fatto dal Procuratore della repubblica Pietro Giammanco. Molti i colleghi di Borsellino che si aggirano con espressioni di sgomento. Tocca a

uno di loro sorreggere Manfredi, venti anni, uno dei tre figli del magistrato ucciso che si aggira in questo scenario dantesco in una sorta di percorso ''periferico'', quasi che abbia terrore di doversi arrendere alla tremenda realta'. Arriva Giuseppe Ayala, neo deputato repubblicano, dieci anni di militanza umana

e professionale con Falcone e Borsellino, che abita in un residence distante un centinaio di metri. ''Questa nuova strage -afferma - indica chiaramente, se ve ne fosse bisogno, chi siano gli uomini che sono in pericolo a Palermo''. (SEGUE).

19-LUG-92 22:07 NNNN

 

UCCISO BORSELLINO: LA STRAGE DI PALERMO;RIEPILOGO/ANNUNCIATO (3)

(ANSA) - PALERMO, 19 LUG - Il ministro dell' interno Nicola Mancino, accompagnato dal capo della polizia Vincenzo Parisi, il cardinale Salvatore Pappalardo, il neosindaco di Palermo Aldo Rizzo: questi alcuni fra i tanti esponenti delle istituzioni e della societa' che vanno in via D' Amelio. Paolo Borsellino,

ritenuto il successore ''naturale'' di Giovanni Falcone sulla trincea antimafia (il suo nome era stato recentemente proposto al vertice della Superprocura), aveva trascorso le ore precedenti all' attentato con la moglie Agnese e i figli Manfredi e Lucia (l' altra figlia Fiammetta e ' in viaggio in Indonesia) ospiti a Villagrazia di Carini del leader siciliano del MSI avvocato Giuseppe Tricoli, amico del magistrato dagli anni universitari. Alle 16,40 Borsellino ha avvisato gli agenti della scorta (Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Cusina, Claudio Traina, e Vincenzo Limuli, morti nella strage, e Antonino Vollo, rimasto ferito) di prepararsi per rientrare a Palermo. Ufficialmente nessuno era a conoscenza degli spostamenti di Borsellino, che solo all' ultimo minuto, come oggi, comunicava ai poliziotti addetti alla vigilanza itinerario e destinazione. La mafia comunque sapeva che Paolo Borsellino, e lo aveva dimostrato in molte occasioni, circolando solo per le vie di Palermo, non rinunciava ad un minimo di vita ''normale''. La mafia sicuramente sapeva che tra le tappe ''obbligate'' c'era la visita all' anziana madre.(ANSA)

 

l'ALBERO BORSELLINO in via D'Amelio - come raggiungerlo

PAOLO BORSELLINO, IL CORAGGIO DELLA SOLITUDINE

A cura di Claudio Ramaccini - Responsabile Comunicazione Centro Studi Sociali contro la mafia - PSF

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