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Insieme per un TERRITORIO perBENE

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PSF nel mirino della 'ndrangheta

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Insieme per un territorio perBene

Oggi, presso il bene confiscato di via di Vittorio,10 a Cermenate si è tenuta l’iniziativa “Insieme per un territorio perBene” organizzato da Progetto San Francesco e dal Comitato di sindaci 5 dicembre, alla presenza del Prefetto di Como Bruno Corda e del Procuratore della Repubblica di Como Nicola Piacente.

In apertura Benedetto Madonia, direttore del Progetto San Francesco, ha brevemente ricordato i fatti di cronaca di cui la villetta è stata protagonista.  A seguito delle minacce di attentato, rilevate nella recente indagine sulla criminalità organizzata nella zona del marianese, i responsabili del PSF hanno incontrato il Prefetto di Como che li ha spronati, in quell’occasione, a organizzare l’evento che si è tenuto oggi. Il Sindaco di Cermenate, Mauro Roncoroni,  ha parlato della storia della villetta di via di Vittorio e ha riservato uno speciale ringraziamento al corpo dei Carabinieri, che da sempre si interessa e partecipa alle attività del Progetto San Francesco all’interno del bene confiscato. Padre Antonio Garau, presidente dell’associazione Jus Vitae di Palermo, assegnataria del bene confiscato, ha ribadito l’importanza di coesione nella società civile per sconfiggere la criminalità organizzata. La priorità deve essere agire per il bene comune e non anteporre a quest’ultimo gli interessi economici. Ha anche invitato i sindaci del Comitato 5 dicembre ad agire in maniera pragmatica, facendo sì che ogni convegno non resti un’iniziativa aleatoria e teorica ma sfoci in un’opera pratica per il bene della comunità. Il Procuratore Nicola Piacente ha delineato il quadro del nostro territorio, in cui vediamo la presenza di  mafie originariamente provenienti dal sud, ma anche di nuove realtà che si auto generano direttamente sul campo.  Ha sottolineato inoltre che nel quadro di una strategia complessiva, gli arresti restano una soluzione parziale e che per sconfiggere la criminalità organizzata è fondamentale la collaborazione di tutte le forze sociali presenti sul territorio. Vista anche la diffusione capillare delle richieste di pizzo, sarebbe bene muoversi per la formazione di un organismo anti racket.  Inoltre è fermamente convinto che agire assieme permetta alle forze sociali a sentirsi meno sole, che costituirsi come consorzio le aiuti ad avere più coraggio. In questo senso, vede la casa di via Di Vittorio come un luogo di rinascita di una società che ha aperto gli occhi. Il Prefetto Bruno Corda ha ribadito quanto sia fondamentale la  partecipazione alla lotta alla criminalità organizzata degli enti locali e categorie produttive e quanto sia importante che si muovano in cordata, facendo rete tra di loro.  Secondo il Prefetto, uno dei problemi che ha caratterizzato i territori al nord è  la scarsa consapevolezza del fenomeno in quanto si riteneva che l’organizzazione criminale ci fosse ma veniva considerata  come un  corpo estraneo, slegato dalla comunità locale. Dalle recenti indagini  è emerso che non è così, ma abbiamo preso coscienza del fenomeno dell’infiltrazione sociale. Alla luce delle intercettazioni, si è rilevato che fortunate mante pochi imprenditori locali desideravano utilizzare la criminalità organizzata per il proprio tornaconto senza considerare le conseguenze di questa loro scelta, ossia dei debiti da dover continuare a ripagare per il resto della loro vita.  In passato, l’opinione pubblica al nord biasimava la scarsa reazione delle popolazioni nel sud all’azione della criminalità organizzata, ma in questo momento, toccata da vicino da fenomeno si sta comportando allo stesso modo. Il sopracitato metodo dell’infiltrazione è  più comune nei piccoli centri in cui diventa strategico per la mafia acquisire la fiducia di chi è in difficoltà per poi strangolarlo al momento che ritiene più opportuno.  Secondo il Prefetto Corda, l’azione comune della società civile deve vertere a rafforzare gli anticorpi contro la criminalità organizzata.  Risulta importante per gli amministratori locali osservare con attenzione chi, nel tessuto economico,  passa dal malessere agli aspetti di floridità. Il Prefetto sostiene, inoltre, che è importante segnalare le situazioni poco trasparenti al fine di ragionare in termini di legalità.  Corda ha anche reso noto che l’atteggiamento personale di trasparenza è un primo passo imprescindibile,  anche se molte volte risulta la via più difficile e  faticosa. In un commento sulla recente indagine, il Prefetto ha sottolineato che, anche se l’inchiesta è stata condotta dalla Procura di Milano,  è stato sostanziale l’apporto delle forze dell’ordine del territorio, ribadendo l’importanza delle segnalazioni degli amministratori locali, che devono sforzarsi di portare alla luce tutte le situazioni ai margini della legalità. Tra gli interventi dei presenti, annoveriamo quello Luigi Golfetto, presidente dell’associazione La Tenda, che si occupa della problematica delle dipendenze, riferendo anche l’inquietudine delle persone da loro assistite a seguito delle notizie relative all’ attentato. Golfetto ha fatto eco alle parole di Padre Garau, sottolineando l’importanza della questione morale nella lotta all’illegalità.  Nicola Molteni, deputato della Lega Nord che nei giorni scorsi ha presentato un’interrogazione parlamentare sulla vicenda della casa di via Di Vittorio, ha espresso la sua soddisfazione nel partecipare a questa  giornata di coesione sociale per la lotta al fenomeno sul nostro territorio. Molteni ha riconosciuto l’inaugurazione del bene confiscato come un atto simbolico, come la restituzione di una risorsa  alla società. Egli ritiene inoltre che gli anticorpi all’illegalità debbano essere instillati anche nella classe politica. Molteni ha reso noto che il Parlamento sta progettando una riforma degli appalti in maniera bipartisan, perché in quella procedura si annidano germi di illegalità.   Il Presidente del Progetto San Francesco, Battista Villa come e sia importante per l’associazione “uscire dall’angolo”, non solo per rispondere alle provocazioni ma per rimarcare la propria azione congiunta sul territorio. Secondo Villa  la ricchezza del tessuto economico del nord Italia sia  divenuta terreno fertile per la ‘ndrangheta, per questo è importante,  soprattutto, interrogarsi dall’origine del denaro che viene immesso nella società. Secondo Battista Villa, il Progetto San Francesco deve muoversi per ricostituire la catena della fiducia nel contesto sociale. 

Letizia Marzorati

In occasione dell'evento, è stato regalato a Padre Antonio Garau, la spilla di pizzo di Cantù, simbolo del Progetto San Francesco, realizzata dalle merlettaie dell'associazione ABC Merletti.  

 

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Ufficio Stampa e Comunicazione - Responsabile Claudio Ramaccini

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