Stampa

11 luglio 1979, Giorgio Ambrosoli viene assassinato dalla mafia

on .

 

Noi siamo in attesa. 11 luglio 1979, Giorgio Ambrosoli fu assassinato da Cosa Nostra.

Noi siamo in attesa, come cittadini e come donne e uomini impegnati nel sindacato. Siamo vicini alla famiglia di Umberto Ambrosoli, poiché il dolore non conosce invecchiamento, soprattutto se la persona amata viene strappata alla vita dal piombo mafioso. Siamo tuttavia ancora in attesa, non certo delle rivelazioni ulteriori di un teste o di un pentito in ritardo, oppure di un'altra sentenza. Questo aspetto del diritto ci conforta ma non assolve la nostra attesa. Un'attesa tesa ed operosa, che riguarda la condanna al movente sociale dell'omicidio dell'avvocato Ambrosoli, ovvero quella "combine" di interessi differenti e accomunati dall'avidità di potere e di danaro. La mafia ha voluto uccidere Ambrosoli ma le azioni sociali che hanno incoraggiato l'omicidio di chi indagava sulle speculazioni criminali della Banca Privata Italiana di Michele Sindona, ancora oggi, sono ben presenti nel mondo del lavoro e nella società attuale. Sono la somma di scorciatoie che trasformano i diritti in favori e il lavoro in ricatto, creando innanzi tutto nel sistema bancario cordate trasparenti e resistenti di interessi finanziari lontanissimi dal rispetto etico del bene comune. Pertanto noi siamo in attesa di una condanna complessiva delle cause di allora e di oggi, lontane e opposte alla persona umana, e intanto operiamo nell'insegnamento di sacrificio culturale e umano tracciato proprio da questo avvocato milanese, vittima consapevole di un sistema di potere e di un silenzio interessato.

 
 
Giorgio Ambrosoli  fu assassinato l'11 luglio 1979 da un sicario ingaggiato dal banchiere siciliano Michele Sindona, sulle cui attività Ambrosoli  indagò nell'ambito dell'incarico di commissario liquidatore della Banca Privata Italiana.
 
Il Centro Studi Sociali contro le mafie - Progetto San Francesco, inaugurato il 7 maggio 2011, è dedicato all'avvocato Giorgio Ambrosoli
 
 
 Qualunque cosa succeda 
 
 
 
Mafia.Ambrosli libro

Il testamento spirituale di Giorgio Ambrosoli raccontato dal figlio Umberto 

Il testamento spirituale di Giorgio Ambrosoli 

Le telefonate del killer

L'intervista a Giorgio Ambrosoli

Il Caso Ambrosoli

Biografia di Giorgio Ambrosoli

altre biografie di Giorgio Ambrosoli

Premio Giorgio Ambrosoli

Associazione Civile Giorgio Ambrosoli

   

 

Il Testamento spirituale di Giorgio Ambrosoli

 Anna carissima,

è il 25.2.1975 e sono pronto per il deposito dello stato passivo della B.P.I. (Banca Privata Italiana n.d. r.) atto che ovviamente non soddisfarà molti e che è costato una bella fatica.
Non ho timori per me perché non vedo possibili altro che pressioni per farmi sostituire, ma è certo che faccende alla Verzotto e il fatto stesso di dover trattare con gente dì ogni colore e risma non tranquillizza affatto.
E’ indubbio che, in ogni caso, pagherò a molto caro prezzo l'incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un'occasione unica di fare qualcosa per il paese.
Ricordi i giorni dell'Umi (Unione Monarchica Italiana n.d.r.) , le speranze mai realizzate di far politica per il paese e non per i partiti: ebbene, a quarant'anni, di colpo, ho fatto politica e in nome dello Stato e non per un partito. 
Con l'incarico, ho avuto in mano un potere enorme e discrezionale al massimo ed ho sempre operato - ne ho la piena coscienza - solo nell'interesse del paese, creandomi ovviamente solo nemici perché tutti quelli che hanno per mio merito avuto quanto loro spettava non sono certo riconoscenti perché credono di aver avuto solo quello che a loro spettava: ed hanno ragione, anche se, non fossi stato io, avrebbero recuperato i loro averi parecchi mesi dopo.
I nemici comunque non aiutano, e cercheranno in ogni modo di farmi scivolare su qualche fesseria, e purtroppo, quando devi firmare centinaia di lettere al giorno, puoi anche firmare fesserie. 
Qualunque cosa succeda, comunque, tu sai che cosa devi fare e sono certo saprai fare benissimo. 
Dovrai tu allevare i ragazzi e crescerli nel rispetto di quei valori nei quali noi abbiamo creduto [... ] Abbiano coscienza dei loro doveri verso se stessi, verso la famiglia nel senso trascendente che io ho, verso il paese, si chiami Italia o si chiami Europa.
Riuscirai benissimo, ne sono certo, perché sei molto brava e perché i ragazzi sono uno meglio dell'altro [... ]
Sarà per te una vita dura, ma sei una ragazza talmente brava che te la caverai sempre e farai come sempre il tuo dovere costi quello che costi.
Hai degli amici, Franco Marcellino, Giorgio Balzaretti, Ferdinando Tesi, Francesco Rosica, che ti potranno aiutare: sul piano economico non sarà facile. ma - a parte l'assicurazione vita – (…)  

I cookie vengono utilizzati per migliorare il nostro sito e la vostra esperienza quando lo si utilizza. I Cookie tecnici impiegati per il funzionamento essenziale del sito sono già stati impostati. Per saperne di più sui cookie che utilizziamo e come eliminarli, vedere la nostra cookie policy.

Accetto i Cookie da questo sito.